Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe

La chiesa di San Giuseppe con la sua imponente mole si trova leggermente sopraelevata da un sagrato circondato da balaustre interrotte da scalinate, al termine della via Milano.
La struttura risale al XVII secolo, sono stati trovati documenti che indicano come posa della prima pietra la data del 13 Aprile 1626, e venne realizzata in quanto, con il continuo aumentare della popolazione, l’attuale chiesa di San Giorgio non era più idonea a contenere i fedeli.
L’edificazione dell’opera si è protesa per molti decenni, a causa del periodo storico di guerre e carestie e per la l’imponenza stessa della costruzione.
La torre campanaria quadrangolare con caratteristiche bifore, trifore e orologio risale al 1720 ed è alta 65 metri.
Al suo interno 8 diverse campane realizzate dalla Fonderia Pruneri di Grosio, fuse nel 1908.
La chiesa venne consacrata il 13 maggio 1674 da parte dell’allora Vescovo Giovanni Ambrogio Torriani ed è diventata parrocchiale di Grosio dal 1818.
L’imponente facciata, con il caratteristico contrasto tra la muratura intonacata di giallo e una serie di lesene in petra verde, è ornata da cinque statue in gesso: al centro, in una nicchia riccamente ornata, c’è S. Giuseppe, patrono del paese, poi S.Giorgio, S.Gregorio Magno, S.Domenico e S.Filippo Neri.
L’interno è ampio, ad unica navata dominata da una cupola, e presenta sette interessanti cappelle ornate da stucchi e affreschi realizzati con la tecnica “a scagliola” (impasto di polvere di gesso colorata).
Al centro dell’arco sovrastante l’altare principale, lo stemma di Grosio mentre sulla navata sono posti due lampadari provenienti da Murano.

Chiesa di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio è situata nell’antica contrada Adda (zona San Giorgio), vicina a una piccola piazza con caratteristica fontana poligonale in pietra, nell’attuale centro storico di Grosio.
La sua costruzione risale probabilmente al XIII Secolo, venne citata per la prima volta in una pergamena del 1252 e divenne parrocchiale nel 1426. Fu rimaneggiata, se non completamente ricostruita, nel periodo dal 1480 al 1600 circa.
Dell’edificio precedente resta solo il robusto campanile a pianta quadrata in stile romanico, sopraelevato mediante l’aggiunta di due ordini di bifore sormontate da cornici e archetti e chiuso con una particolare copertura conica in cotto, testimonianza dell’influenza comasca.
Può essere considerata una delle poche chiese valtellinesi ad aver mantenuto inalterato il suo originario aspetto quattrocentesco: facciata principale a capanna, timpano che sovrasta il tetto di circa un metro con due lesene e una cornice di archetti pensili a pieno centro, rosone in marmo tra due finestre rettangolari, portale principale in marmo, sotto un piccolo tetto.
La semplicità della chiesa si può osservare anche all’interno: un’unica ampia navata a pianta rettangolare e copertura a capriate in larice a vista, un coro quadrato con volta a crociera e un’abside semicircolare.
Due cappelle si aprono lungo le pareti laterali: quella di sinistra dedicata a S.Marta e quella di destra a S.Caterina; in fondo la cappellina per il fonte battesimale. Ai lati dell’arco sovrastante l’altare, altre due cappelle a edicola: di S.Antonio a sinistra e della Beata Vergine a destra.
A destra dell’ingresso l’affresco della controfacciata (cm 230/210) dell’artista grosino Cipriano Valorsa rappresentante la deposizione di Cristo dalla croce risalente al XVI secolo.